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Noi la chiamiamo “La prima gita di sci di fondo” dell’anno. Anche se quella mattina, mentre ci stavamo preparando, era quasi la fine dell’anno.

 

La chiamiamo così perché è l’inizio della stagione sciistica. Adesso ogni anno inizia sempre più tardi. Prima si
cominciava a ottobre o novembre.

"Siamo nati con gli sci già attaccati sui piedi"

- un proverbio norvegese

Quest’anno la neve è arrivata veramente solo a fine dicembre. Ci ha fatto una breve visita a novembre, ma era molto
bagnata e se n’è andata quasi subito.

 

La domenica di Natale abbiamo potuto fare una gita in bicicletta perché le strade erano tutte pulite e senza neve. Anche
il giorno di Natale siamo andati a spasso a piedi. Poi dopo tre giorni è tornata la neve, proprio come il Salvatore.

Asker 25.12.2020
Asker 25.12.2020

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Asker 25.12.2020
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Siamo nati con gli sci già attaccati ai piedi, si dice di noi Norvegesi. È vero anche per i miei figli? Non proprio, lo so perché io ero presente e cosciente quando sono nati. Ma sanno sciare, forse ce l’hanno nel sangue? Non proprio, ma se la cavano. Neanche io sono nata sapendo sciare, ma quella è un’altra storia.
 

Allora com’è andata la nostra prima gita dell’anno sugli sci, attraversando boschi da favola? Entrando silenziosamente nelle diverse sale di castelli di neve, dove ci stavano aspettando Elsa, Anna, Olaf, Sven e Kristoff per salutarci?

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Prima di lasciare la casa abbiamo gridato “Sbrigatevi bambini!”, perché facessero presto senza perdere tempo, per poi
scoprire che nella nostra auto elettrica c’era pochissima energia. Dopo la gita saremmo dovuti ritornare a casa in una
macchina freddissima.

Siamo partiti comunque anche se l’energia era davvero così poca che non abbiamo potuto neppure ascoltare la musica
come piace ai bambini. Dopo 50 mt scopro che ho dimenticato i guanti e, per risparmiare energia elettrica, consumo la
mia tornando a casa a piedi per prenderli. Tornata in macchina, dopo oltre 200 mt cominciò a chiedermi se la porta del
garage fosse chiusa. Io non lo so, pensavo solo ai miei guanti.

Percorriamo ancora 50 mt e dopo un’intensa discussione con se stesso, l’autista decide di tornare indietro usando watt o
volt preziosi. Scopriamo che sì, la porta era chiusa, ma non a chiave. Pensiamo: “Meno male che siamo tornati!”, perché
se per il 25% del nucleo familiare non c’è nulla da rubare, l’altro 25% direbbe che ci sono almeno due biciclette da
uomo di grande valore e se si pensasse il contrario sarebbe una sciocchezza.

Una volta chiusa a chiave la porta del garage siamo di nuovo in moto. A metà strada, quando potremmo
quasi toccare gli alberi del bosco agognato con le mani, (cosa che ovviamente non avremmo fatto, “Perché
mai, infatti avremmo dovuto aprire le finestre dell'auto quando fa così freddo?”) ci troviamo all'improvviso in una coda. Il sogno della prima gita di stagione con gli sci è soltanto a 10 minuti di distanza.
Allora che cosa è successo?

E come mai le auto davanti a noi tornano indietro l'una dopo l'altra? La risposta è che è stato il bosco a
venire a noi: un albero giace sulla strada come niente fosse, è caduto. Meno male che non eravamo partiti
prima. Ci saremmo trovati tra le auto che adesso non riescono a tornare dal bosco.
Evidentemente questa mattina non aveva l'oro in bocca, e non soltanto per noi.

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Che cosa facciamo allora? Mah, i cioccolatini e la bevanda calda che ci siamo portati dietro mica li buttiamo
via. E l'auto ha sempre bisogno d'elettricità. Andiamo allora al caricatore più vicino, dove si carica
velocemente la batteria. E lì ripenseremo alla nostra situazione per trovare la soluzione migliore. Senza cibo
è difficile pensare veramente bene.

Quando sia l'auto sia le persone che si trovano dentro sono abbastanza caricati decidiamo di andare in
tutt'altro angolo della zona per fare la nostra passeggiata sugli sci. Il traffico è caotico, ma l’entusiasmo
rimane. Per fortuna uno dei bambini deve andare in bagno, e così torniamo a casa per fare pipì.

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Lì, mi ritorna in mente la mia idea del mattino, che era stata bocciata da tutti. “Perché non facciamo sci di fondo nel
giardino?” Adesso invece il 100 per cento del nucleo familiare è d'accordo, ma solo il 75 per cento mette in pratica
l’idea. L'autista è ormai sfinito. Passiamo dal giardino al boschetto di fronte alla casa: i bambini preferiscono scivolare
giù dove normalmente andiamo in slitta. Prima che si faccia sera, abbiamo due pupazzi di neve nel giardino, e un fanale
di neve.


È iniziata la stagione dello sci, vedremo poi come proseguirà l'anno.